domenica, ottobre 28, 2012

Kostas Vaxevanis da solo contro la mafia greca

La mia solidarietà a Vaxevanis, si accompagna a disprezzo per giudici e politici, specificamente in questo caso, in cui hanno operato come una organizzazione mafiosa, per difendere i propri interessi e quelli dei loro sodali, facendo di tutto per occultare la lista di possibili evasori e/o non hanno fatto niente per perseguirli,
Per chi non ricordasse la faccenda, il giornalista Kostas Vaxevanis ha pubblicato sulla rivista Hot Doc la lista di numerosi cittadini greci che avevano conti in svizzera, si tratta della famosa lista nomi di correntisti della Hsbc (banca svizzera), "trafugati" dal tecnico informatico Hervé Falciani e acquisiti o comprati da vari stati,  come la Germania e la Francia e "obtorto collo" l'Italia, per combattere l'evasione fiscale,  l'elenco dei cittadini greci che figuravano in quella lista fu consegnato, dall'allora ministro del governo Sarkosy, Christine Lagarde, al governo greco che si impegnò per perderla.
Ora la magistratura greca persegue il giornalista che ritrovandola l'ha pubblicata! Questi magistrati fanno degna compagnia ai molti dei nostri, quali quelli che si svegliano dal torpore dei loro scranni quando devono dichiarare incostituzionale, o comunque improprio, per eccesso di delega o di attribuzione o con qualche altra formula legale che sono troppo incavolato per cercare ora, il taglio dei loro stipendi e non le pensioni minime.
Aggiornamento  del 3 Novembre 2012: Il giornalista è stato assolto dalle accuse, evidentemente il mio giudizio nei confronti della magistratura greca era troppo severo, non tutti i magistrati, evidentemente, sono servi acquiescenti del potere.

giovedì, ottobre 25, 2012

Continua il can can sulla condanna della Commissione Grandi Rischi

Sono il primo a sostenere che in Italia i giudici emettano non di rado sentenze talmente discutibili che i casi di rovesciamento della sentenza in Corte d'Appello non sono rari, così come i casi di annullamento in Cassazione.
Ritengo anche che, dato il fatto che il CSM, come organo di autogoverno della magistratura, ha dato prova di assoluta parzialità, le condanne del comportamento di magistrati mi paiono assolutamente incongrue rispetto ai fatti ascritti, sarebbe quindi il caso di rivedere le norme e gli strumenti.
Difendo anche le norme contro la responsabilità dei magistrati salvo il caso di colpa o di dolo, ma sarebbe utile che qualche magistrato fosse a volte condannato, non che se la cavi, come è stato fin'ora, con una semplice ramanzina e un trasferimento o addirittura una promozione.
Sono anche il primo a sostenere che non si possono condannare persone per non avere fatto ciò che non era nelle loro possibilità di fare, questa è la tesi che circola nei blog e sui giornali a proposito della condanna della Commissione Grandi Rischi.
Aspetto di leggere le motivazioni della sentenza, per ora un commento sulla requisitoria del PM .
Buona parte della requisitoria mi pare aria fritta di un avvocato che vuole mettere alla prova la resistenza delle sue corde vocali e la resistenza delle parti e del giudice, molte sono le contraddizioni che vengono esposte con eloquio scientificamente non valido e oratoria confusa, ma alcune delle proposizioni sono precise "Improbabile il rischio a breve di scosse violente come quella del 1703 anche se non si può escludere in maniera assoluta", al contempo vengono citati articoli pubblicati nel 1995 che danno un evento probabilità di un evento sismico di magnitudo pari a 5,9° R pari a 1 sia a cinque anni sia a venti anni.
Ricordo solo che una probabilità pari a uno significa certezza dell'evento.
Certo si può obiettare che la scossa nel quinquennio 1995-2000 non si è verificata, purtroppo si è verificata esatta la previsione probabilistica ventennale.
Ma se la Commissione Grandi Rischi non ha poteri di nessun tipo, salvo quello di dare pareri e i suoi pareri vengono ignorati dalle autorità "competenti" siamo d'accordo che nessun rilievo possa essere fatto ai suoi componenti.
Se però la suscettibilità del territorio aquilano a eventi sismici violenti era stata definita da tempo, se inoltre le strutture edilizie erano state definite da tempo inidonee a zone sismiche, se i precedetni terremoti importanti nell'area erano stati preceduti da sciami sismici come pare risulti da dati storici, definire improbabile una scossa violenta che precedenti studi davano per certa pare una leggerezza colpevole.
Appunto di omicidio colposo sono stati accusati i componenti della Commissione Grandi Rischi, quindi a che titolo su giornali, blog e telvisioni illustri e meno illustri scienziati si scandalizzano e citano a sproposito Galileo e la persecuzione della scienza?
Importante semmai sarebbe che codesti componenti della commissione non divengano capri il cui sacrificio valga ad assolvere tutte le altre autorità amministrative e politiche che hanno declassato il rischio sismico per la zona in questione e hanno permesso costruzioni inidonee al sito.
Ora quindi processi per tutti!
E invece di grandi opere mettiamo all'ordine del giorno la messa in sicurezza del territorio e degli edifici pubblici e privati con facilitazioni e sgravi se non con finanziamenti agevolati.

mercoledì, ottobre 24, 2012

Sallusti e la Commissione Grandi Rischi

Sembra impossibile quanto conti per lo meno in Italia l'appartenenza, vera o presunta, ad una corporazione, a un gruppo, più o meno ristretto, a una elite, i casi di Sallusti e della condanna a 6 anni per i componenti della Commissione Grandi Rischi son in questo emblematici, ora mi spiego.
All'indomani della condanna a Sallusti su tutti i giornali (o quasi) da Libero a Il Fatto lessi un coro di lamentazioni sulle minacce alla libertà di stampa che discendevano da quella condanna e un conseguente incoraggiamente alla politica a cambiare la legge per "salvare" Sallusti dal carcere.
Oggi leggo un coro analogo, oltre che sui giornali, anche su blog scientifici ad es.:
- Marco Cattaneo
- Sylvie Coyllaud
- oggiscienza. .
Ho sceltoquesti 3 perché sono quelli che mi capita di leggere più frequentemente, in quanto, non di rado, anche se non sempre ovviamente, condivido almeno l'approccio alle questioni trattate, ma oggi mi hanno veramente stupito proprio per l'immediata difesa della "categoria" contro la magistratura proprio come è successo per il Sallusti da parte dei giornalisti.
Tra i commenti ho letto questo di Marco Cattaneo al suo proprio post "Dato che siamo davanti a un’accusa di omicidio, credo che il tribunale dovrebbe dimostrare che chi è stato a casa, quella sera, lo ha fatto a seguito delle rassicurazioni della protezione civile. Altrimenti si può parlare di gravissima negligenza, di superficialità, di imbecillità, di stronzaggine, interdire dai pubblici uffici e quant’altro. Ma c’è differenza tra un cretino e un omicida."
Forse il concetto di omicidio colposo rimane ancora un concetto confuso per molti scienziati allora ricapitolo gli omicidi secondo la gravità prevista dal codice penale che gradua le pene di conseguenza:
- omicidio volontario (ev. aggravato dalla premeditazione)
- omicidio preterintenzionale (conseguente a percosse o lesioni personali)
- omicidio colposo
Art 589 CP:
« Chiunque cagiona per colpa la morte di una persona è punito con la reclusione da sei mesi a cinque anni. Se il fatto è commesso con violazione delle norme sulla disciplina della circolazione stradale o di quelle per la prevenzione degli infortuni sul lavoro la pena è della reclusione da due a sette anni.
Si applica la pena della reclusione da tre a dieci anni se il fatto è commesso con violazione delle norme sulla disciplina della circolazione stradale da: 1) soggetto in stato di ebbrezza alcolica ai sensi dell'articolo 186, comma 2, lettera c), del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, e successive modificazioni; 2) soggetto sotto l'effetto di sostanze stupefacenti o psicotrope.
Nel caso di morte di più persone, ovvero di morte di una o più persone e di lesioni di una o più persone, si applica la pena che dovrebbe infliggersi per la più grave delle violazioni commesse aumentata fino al triplo, ma la pena non può superare gli anni quindici. »
1a osservazione: Mi sembra quindi che la pena irrogata non sia il massimo stabilito dal codice (15 anni).
2a osservazione: Il nesso causale tra il comportamento dei componenti la Commissione Grandi Rischi e la morte di quelle persone è difficilmente stabilibile in senso stretto, in quanto i cittadini avrebbero potuto dormire in auto o meno indipendentemente da quanto comunicato ai media.
3a osservazione: Stante la riconosciuta impossibilità di prevedere i terremoti a quale scopo i condannati hanno accettato di partecipare a una riunione convocata esplicitamente allo scopo di tranquillizzare l'opinione pubblica in merito?

La quasi totalità degli articoli e dei post si è concentrata sugli aspetti emotivi della piazza o di tutela della casta, sì purtroppo a questo punto non posso fare a meno di usare questo termine, che non amo, per definire l'insieme degli "scienziati" che si è quasi unanimemente espresso a propria tutela, senza, probabilmente, rendersi conto che con questo tipo di difesa abdicano, al principio di responsabilità personale che dovrebbe essere la base per qualunque tipo di potere e facendo ciò si espongono proprio alla critica che sta investendo la classe politica, che del potere accetta solo gli onori cercando di liberarsi di tutti gli oneri, come appunto la responsabilità personale.
Non è possibile accettare inarichi di potere e prebende senza assumersi anche la responsabilità di dissociarsi dal potere politico o gerarchico, quando non si condividano le sue posizioni o conclusioni.
Detto ciò mi aspetto che chi ha passato L'Aquila da rischio 1 (massimo) a 2 ,e consentito quindi di edificare con caratteristiche diverse, sia condannato a trent'anni! Così come chi ha costruito in deroga alle norme o chi ha consentito tali droghe.

venerdì, ottobre 19, 2012

Il prefetto di Napoli Andrea De Martino e lo Zar

Potete vedere qui come si comportavano i funzionari dello zar ai tempi de "Le anime morte" di Gogol, commentare la supponenza e la boria di questo personaggio pare inutile.
Un governo degno di questo secolo gli chiederebbe subito le dimissioni o lo metterebbe autonomamente a riposo.
Tra corrotti e supponenti di questi burocrati ne abbiamo piene le scatole!
DIMISSIONI SUBITO!

mercoledì, ottobre 17, 2012

Elezioni o sorteggi?

Visto qui su Repubblica.it che mezza Italia è coinvolta nel voto dsi scambio, sempre più si manifesta la necessità di passare a una forma di elevazione al potere diversa dalle elezioni: il sorteggio.
Già mezzo secolo fa non ricordo quale autore di fantascienza aveva pronosticato una forma di governo basata sul sorteggio, è il momento di pensarci seriamente?

lunedì, ottobre 15, 2012

Funzionari di polizia per la depenalizzazione del consumo di cannabis

Dopo illustri precedenti di funzionari di organizzazioni internazionali che si sono espressi a favore di una depenalizzazione del consumo di droghe il fronte di esperti e funzionari di polizia che si schiera a favore di una depenalizzazione del consumo di droghe o addirittura per una liberalizzazione del consumo, in particolare per la cannabis e i suoi derivati, si allarga, peccato che per esprimersi in questo senso i funzionari di polizia aspettino di essere in pensione o prossimi a entrarvi. Ecco qualche ipotesi in merito:
- esprimersi favorevolmente alla depenalizzazione bloccherebbe le possibilità di carriera per un funzionario di polizia, per cui essi si esprimono in merito solo a fine carriera,
- solo una lunga esperienza sul campo riesce a liberare la mente dei funzionari di polizia dei condizionamenti ambientali, (impiegano trenta o quanrant'anni per arrivarci, i funzionari di polizia sono quindi estremamente duri di comprendonio?)
- arrivati alla pensione molti alti funzionari di polizia rincoglioniscono, (sarà colpa della droga?)
Qui Enrico Franceschini dalla Gran Bretagna cita un rapporto di una commissione di un ente di beneficenza che ha visto la "partecipazione di illustri accademici ed ex-alti funzionari della polizia e dei servizi segreti britannici", in esso si paragona il consumo di cannabis a quello di moderate quantità di alcool, ma leggetevi l'articolo di Franceschini, visto che io mi sono espresso più volte in merito e potrei essere di parte.

giovedì, settembre 27, 2012

Sallusti, diffamatore mai pentito, fa la vittima

Sono contro la pena di morte in generale, ma credo che chi si esprime, o si è espresso, pubblicamente a favore di tale pena debba prendere in considerazione l'idea di esservi sottoposto o se non a quella a qualche altro tipo di pena corporale. Propongo perciò che a chi si renda responsabile di diffamazione a mezzo stampa o altro media e non faccia pubblica ammenda con rilevanza doppia rispetto al modo in cui è stat resa pubblica la diffamazione, venga asportata una fetta di natica pari al 1 per mille del suo peso, questo perchè egli sia sempre cosciente del danno che ha fatto, ma che al contempo non debba per tutta la vita essere sottoposto al pubblico disprezzo, come sarebbe se ad esempio gli fosse asportata la prima falange del dito indice o la punta del naso, misura indicata da molti per i giornalisti colpevoli di tale reato.
Se ci si chiede perchè tale misura debba riguardare solo i giornalisti la risposta è semplice, essi sono iscritti all'Ordine dei Giornalisti, la loro professione è interdetta ad altri, hanno sostenuto esami e tirocinio e come tali dovrebbero essere maggiormente coscienti della rilevanza dei mezzi che usano e delle responsabilità conseguenti.
Naturalmente di primo acchito avevo scritto che la fetta da asportare fosse di 50 g, ma poi, pensando a Giuliano Ferrara ho capito che non si sarebbe assolutamente accorto della cosa e ho ritenuto più giusta la proporzionalità della pena

domenica, luglio 29, 2012

Aleppo muore

Aleppo, nelle spire di una guerra civile, lotta e soffre, la sua popolazione è ostaggio di interessi di grandi potenze e di invadenti vicini, di elite abbarbicate al potere e di religioni assolutiste.
Io non ho più la forza di scrivere niente.

sabato, luglio 21, 2012

Dalla fu imprevidente?

Non so come la pensiate voi, io già a vent'anni avevo steso un mio testamento, olografo e datato, ogni tanto ne faccio una nuova estesione cambiando poco, chissà quale sarà trovato dopo la mia morte, li ho messi tutti in cassetti diversi, tanto per mettere un poco di suspence al riordino delle mie carte tra gli eredi.
Ma non tutti sono previdenti come me, alcuni proprio se ne battono, altri pensano di essere immortali, qualcuno infine forse pensa di divertirsi, dall'aldilà, a guardare come interi patrimoni vadano in fumo, o meglio in avvocati, percorrendo le vie giudiziali per l'attribuzione dell'eredità.
Qui su corriere.it l'ineffabile D'Alema dice "Mi è sembrato scandaloso che il compagno di Lucio Dalla non abbia avuto diritto all'eredità." non è l'unico che, in questi mesi, dopo la morte del cantautore, si sia espresso incautamente.
Una cosa sono il diritto alle unioni civili per tutti o ai matrimoni tra persone dello stesso sesso, cose tra l'altro ben diverse, altra cosa sono i singoli casi.
Se L. Dalla avesse voluto lasciare in eredità alcunchè a Marco Alemanno avrebbe potuto farlo senza nessun problema, in quanto Dalla non aveva parenti in vita che avessero diritto alla riserva legittima, quindi il suo intero patrimonio era nella sua libera disponibilità, inoltre se Dalla avesse voluto in qualche modo formalizzare la sua unione con M. Alemanno non avrebbe avuto nessun problema a farlo in qualche altro stato, non gli mancavano certo le disponibilità economiche per la trasferta.

Il problema per Dalla potrebbe essere stato semmai un altro, il peso di affrontare i pregiudizi, ancora così diffusi nel nostro paese, contro l'omosessualità, e Dalla potrebbe semplicemente non aver avuto voglia di caricarselo sulle spalle.
Alla luce di quanto sopra mi pare chiaro che tutti coloro che hanno cercato di utilizzare le vicende successive alla morte di Dalla lo hanno fatto impropriamente, chi cercando di utilizzarlo per promuovere i diritti delle coppie omosessuali, sui quali non mi risulta che Dalla si sia mai espresso, chi cercando un qualche "appeal" presso coloro che sono a favore di questi diritti, chi semplicemente per avere un titoletto sui giornali.
Facciamo pure e con buon diritto una battaglia per i diritti delle coppie di fatto, ma non arruoliamo a forza defunti renitenti.

venerdì, luglio 20, 2012

La Tirrenia privatizzata. Un'occasione per ridere delle avventure dei passeggeri sui traghetti.

In merito alla Tirrenia ho un paio di episodi che mi sono accaduti da raccontare e che giustificano la mia decisione di mai più esserne cliente.
Negli anni '80 mi successe di prenotare, e pagare anticipatamente, una cabina per 4 e che l'addetto alla distribuzione cabine mi rifiutasse la cabinam sostenendo che il mio biglietto non era valido, dopo avere pazientato che sfoltisse la coda riuscii a fargli leggero con calma il biglietto per intero, infine, di malagrazia, mi diede la chiave della cabina, riconoscendo, solo implicitamente di essersi sbagliato, io dissi che il suo modo di fare non era "urbano" egli chiese che volevo dire e, mentre già mi stavo allontanando un altro passeggero che aveva assistito alla vicenda spiegò che coleva dire "educato", a quel punto l'addetto si chinò sotto il bancone ed estrasse un bastone delle dimensioni di un manico di piccone, io mi allontanai in fretta mentre lui usciva da dietro il bancone e lui rinunciò dopo pochi passi a inseguirmi.
Quindici anni dopo presi di nuovo un traghetto della Tirrenia e quattro ore e mezzo prima dello sbarco, previsto per le ore 9.00 del mattino, fui svegliato da musica a tutto volume, affacciatomi sul corridoio vidi che stavano lavando il pavimento portandosi appresso una grande radio a batterie, appena mi videro mi dissero di liberare la cabina perché dovevano fare le pulizie.
Fu l'ultima volta che salii su una nave di quella compagnia, il vantaggio di prendere una cabina e arrivare riposati, per riprendere il viaggio al mattino successivo, evidentemente non rientrava nel prezzo del biglietto per quella compagnia.
Purtroppo anche con altre compagnie di navigazione ebbi sorprese, anche se più "sfumate", una volta, su GNV da Genova a Palermo, mi accorsi che gli asciugamani erano stati solo ripiegati dopo l'uso dei passeggeri precedenti, non cambiati, trovai infatti una macchia di sangue, o che tale appariva, in un'altra occasione assistei, non visto, alla "pulizia" del bagno, fatta passando, in fretta, l'asciugamano dei passegeri precedenti un po' dovunque e mettendo le fascette "sanitized" sui wc, devo dire che negli altri viaggi con tale compagnia non successe altro di sgradevole, salvo comunque la tendenza di tutte le compagnie a sfrattare i passeggeri dalle cabine varie ore prima dell'arrivo, probabilmente a causa del fatto che, nella stagione estiva in particolare, i tempi di sosta tra i viaggi sono estremamente ridotti.
Ricordo che una volta a Civitavecchia, partendo per Olbia con l'auto, l'imbarco fu veramente avventuroso.
Erano le dieci di sera, in agosto è già notte, mi avevano fatto imbarcare l'auto e poi mi avevano fatto uscire, avrei dovuto rientrare con tutti gli altri passeggeri dopo un'ora: la nave a quel punto era accostata per un fianco alla banchina e per entrare si doveva salire una passerella lunghissima e stretta che finiva in una porticina, la quale dava su un locale che poteva essere di 5m per 5m, qui si apriva lo sportello del commissario di bordo che distribuiva le chiavi delle cabine e tutto intorno partivano scale in salita e in discesa.
La nave era arrivata in ritardo e tutti si accalcarono per salire, temetti che la scaletta non resistesse al peso, invece arrivai, in qualche modo, alla ressa davanti allo sportello del commissario di bordo, quando un odore di bruciato si diffuse nell'aria e, in un attimo, dalle scale che salivano e scendevano, cominciò un flusso inverso di persone spaventate.
Dalla scaletta esterna continuavano a spingere per entrare, ma dalle scale interne la gente spingeva per uscire, guadagnai con la mia compagna e il nostro cane un angolo e li difesi, puntandomi con le braccia contro le pareti, dalla ressa per permettere loro di respirare, infine da una porta sbucò un uomo che subito usci da un'altra porta, dopo un attimo atre due persone uscirono dalla stessa porta guardandosi intorno come in un inseguimento, intanto il sentore di bruciato era stato aspirato e la gente si era calmata, la traversata proseguì senza intoppi, salvo che all'arrivo scoprii che la mia auto era su una nave diversa e io nella confusione dell'imbarco non me ne ero neppure accorto, forse semplicemente non era una possibilità contemplata dalla mia mente, in base alla mia esperienza, l'avrei dovuta quindi aspettare ancora un paio d'ore. Il giorno successivo all'arrivo scoprii, leggendo il giornale, che era stato catturato un piromane che aveva già varie volte tentato di dare fuoco alla nave.
La cosa più ridicola invece mi successe in Corsica, arrivato per tempo a Bastia per imbarcarli per Livorno, mi dissero che la nave era in ritardo e mi indicarono la banchina a cui sarebbe attraccata.
Con oltre due d'ore di ritardo, rispetto all'oraio di partenza, finalmente si vide una nave che entrava in porto, sbarcati tutti i passeggeri e i mezzi, finalmente diedero inizio all'imbarco con molta fretta, e, con solo tre ore di ritardo, finalmente partimmo, ci rimase oscuro il morivo del ritardo, il mare era calmo, le macchine sembravano andare con regolarità, ma il tempo di percorrenza previsto per il tragitto si allungava, tre ore oltre il previsto, così infine arrivammo verso le due di notte, anzichè alle 20.00, stravolti dalla giornata, compulsavamo nervosi l'orario ferroviario per cercare il modo di arrivare a Trieste il più in fretta possibile e non facemmo caso alle luci della costa.
La Stazione Marittima ci sorprese per le sue dimensioni, mentre sbarcavamo percorrendo le pensiline, ma fu solo quando, cercando la stazione ferroviaria, vedemmo le indicazioni Brignole e Porta Principe che capimmo di essere sbarcati a Genova.
In un'altra occasione qualche nota sulle tratte Trieste - Igoumenitsa, Genova - Barcellona, Mersin - Famagosta e Algesiras - Tangeri.

mercoledì, luglio 18, 2012

Claudio Agostoni e il semaforo blu:" lui si tu no"

Sulle frequenze di Radio Popolare Milano spesso si sente Claudio Agostoni parlare un po' di tutto, ma in particolare di musica e di viaggi.
Quest'oggi il buon Claudio, dopo un interessante servizio sui Centri di Identificazione ed Espulsione, specificamente su quello di Milano, a proposito del quale si attende per oggi la sentenza a carico di alcuni tunisini "ospiti" del centro, in merito all'accusa di devastazione e saccheggio, ricordiamo che la situazione degli immigrati clandestini in Italia, anche di quelli richiedenti asilo, è talmente abbrutente e inumana che, in alcuni paesi europei, i giudici hanno negato l'espulsione in Italia di alcuni clandestini proprio per le condizioni di detenzione ingiustificata e di mancanza del rispetto dei diritti umani a cui essi sono soggetti nel nostro paese, dicevo: dopo questo interessante servizio, il conduttore del "Semaforo blu" ha cominciato a chiedere agli ascoltatori cosa pensassero dell'interruzione dell'"irripetibile" concerto di Bruce Springsteen nel momento in cui duettava con Paul McCartney.
Era evidente dal modo di porre la domanda e da quell'"irripetibile", continuamente reiterato, che il conduttore voleva avere solo conferme di quel che pensava, a coloro che obiettavano qualcosa citava la "chiusura" di un oratorio sancita dai giudici di Milano a causa del rumore che producevano i ragazzi giocando.
Ora io non sono stato testimone diretto del concerto, né del rumore dell'oratorio, ma ho smesso di andare ai concerti proprio per l'eccessivo volume sonoro che viene scaricato sugli spettatori, ne uscivo frastornato e con una sensazione quasi di irrealtà all'uscita, ho però un oratorio a poco più di cento metri da casa e, quando è in funzione l'oratorio estivo, sento bene il volume con cui i loro altoparlanti sparano musica e parole, talmente forte da rendere impossibile tenere le finestre aperte, se si vuole telefonare o sentire la radio, l'unica giustificazione che mi sono dato è che un volume così alto obnubili alquanto la volonta dei ragazzi e quindi anche la possibilità che facciano danni o che si organizzino per farli.
Purtroppo viviamo in un paese che definire "caciarone" è poco, andare al ristorante, specie se ci sono famiglie con bambini  e se non si conosce la LIS (Lingua Italiana dei segni) non è più una esperienza socializzante, al massimo si scambia qualche parola con chi ci sta accanto e si finisce la cena con dei dubbi su quanto ci si sia detti.
Ma quel che mi ha colpito di più è stata la insistenza con cui Claudio Agostoni ha continuato a insistere sul fatto che il duetto tra i due cantanti fosse qualcosa di "irripetibile", ora io non so se lui abbia informazioni che io non ho su qualche malattia, o altro, che possa togliere di mezzo, o almeno rendere afono uno dei due o addirittura entrambi, ma francamente non credo che qualcuno possa essere "più uguale degli altri", come ha suggerito un ascoltatore citando "La fattoria degli animali" di G. Orwell.
Purtroppo, da tutta la parte del "Semaforo blu" in cui si è trattato dell'argomento, la sensazione che si ricavava era proprio questa, ancora il "superuomo" che tutto può, ancora la distinzione tra artisti che, maledetti o meno, possono fare ciò che al comune mortale è negato, e questa volta non per editto del potere, no, proprio per acclamazione del cittadino comune e di chi si fregia di difendere proprio la democrazia e i diritti del cittadino.
Non capire che dare a qualcuno più diritti che a qualcun altro, sia pure per qualche forma di genialità, non è altro che la premessa per distinguere la popolazione in chi può e chi no, il metro su cui misurare chi possa, o meno, avere questi diritti diventa poi secondario, in fin dei conti tanto il fascismo quanto il nazismo sono andati al potere con il favore delle folle, purtroppo Claudio Agostoni, quando si parla di musica, mette da parte, evidentemente, le sue capacità critiche e monta in sella al popolo dei fans, scagliandosi, demagogicamente, contro la burocrazia ottusa.
Intendiamoci bene: posizioni di questo tipo sono state espresse da buona parte dei quotidiani e delle televisioni, Claudio Agostoni quindi non è solo in questa crociata per elevare alcuni artisti al di sopra dei comuni cittadini, da Radio Popolare però mi sarei aspettato un atteggiamento più ponderato.

lunedì, luglio 16, 2012

Copiare può essere sintomo di non completa stupidità.

Qui Leonardo Coen, in un post tutto da leggere (giusto per farsi il sangue amaro a paragone di quanto hanno fatto i "tecnici" al governo in Italia e a quanto hanno avuto il "coraggio" di fare le "sinistre" quando sono andate al governo, della destra meglio non parlare ha fatto tutto il necessario per spingerci nel baratro, salvando il suo) tra l'altro scrive: "Hollande ha abolito il concetto di scudo fiscale (definito “socialmente immorale”) e ha emanato un urgente decreto presidenziale stabilendo un’aliquota del 75% di aumento nella tassazione per tutte le famiglie che, al netto, guadagnano più di 5 milioni di euro all’anno. Con quei soldi (rispettando quindi il fiscal compact) senza intaccare il bilancio di un euro ha assunto 59.870 laureati disoccupati, di cui 6.900 dal 1 luglio del 2012, e poi altri 12.500 dal 1 settembre come insegnanti nella pubblica istruzione. Ha sottratto alla Chiesa sovvenzioni statali per il valore di 2,3 miliardi di euro che finanziavano licei privati esclusivi, e ha varato (con quei soldi) un piano per la costruzione di 4.500 asili nido e 3.700 scuole elementari avviando un piano di rilancio degli investimenti nelle infrastrutture nazionali."
Ma le informazioni interessanti non finiscono qui, ci sarebbe da ricavarne un bigino per il governo Monti, se i suoi componenti avessero la modestia necessaria per copiare, sì perché è necessario spezzare una lancia, a questo punto, anche a favore di chi copia, ha per lo meno coscienza dei suoi limiti e riconosce chi sa fare meglio e senza infingimenti copia.

venerdì, luglio 13, 2012

La Cassazione conferma l'opinione che di essa hanno gli italiani

Le due recenti sentenze della Corte di Cassazione confermano le peggiori opinioni che da molti decenni gli italiani hanno del massimo organo della magistratura italiana,
Possiamo trarre delle conclusioni da queste sentenze? Sì.
1) Se si è dei sadici, e non si vuole pagare per dare sfogo ai propri istinti, la scelta lavorativa migliore è entrare in una delle numerose forze di polizia alle quali, in teoria, è affidato il controllo dell'ordine pubblico e la tutela della vita dei cittadini, attenzione non dico che le forze di polizia siano costituite solo da sadici assassini, ma se si hanno tendenze di questo tipo si può dare libero sfogo a tali pulsioni e al massimo si rischia di rimanere senza stipendio per qualche anno, nelle more del giudizio si prosegue comunque a fare carriera, anzi, a quanto è stato dato di capire dalla vicenda, la carriera procede più velocemente.
2) Se si ha a che fare con forze dell'ordine in Italia o camorristi nel salernitano o narcos in Messico conviene comportarsi allo stesso modo: tenere gli occhi bassi, dire di sì, allontanarsi quanto prima possibile.
Spiace davvero di dover fare considerazioni di questo tipo, visto che ho avuto modo di constatare anche personalmente che nelle forze dell'ordine esistono lodevoli eccezioni, persone che cercano di agire secondo coscienza, anche costoro si sentiranno umiliati da queste sentenze, come succede a tanti che appartengono a categorie di cui sono noti vizi e difetti, e pure essi sono eccezioni, ciononostante il disprezzo sociale brucia loro addosso.
3) La tutela dei beni, privati e pubblici risulta, per la Suprema Corte, evidentemente meritevole di maggiore attenzione della tutela della persona, visto che ferite e invalidità permanenti, causate dalle forze dell'ordine ai cittadini presenti nella ex-caserma di Bolzaneto, hanno meritato ai responsabili condanne più lievi rispetto a quelle comminate ai responsabili della distruzione di vetrine ecc.

venerdì, giugno 22, 2012

La Pensione sociale non fa reddito!

Dopo tante risposte contrastanti ho finalmente avuto il verdetto da parte Direzione provinciale dell'Agenzia delle Entrate di Milano, spero di potermi fidare. Eccola:
Ve la mostro perché mi è costata molti sbattimenti e ne sono orgoglioso.

Quel che segue non è importante per il problema in questione, si tratta solo di uno sfogo personale sulla difficoltà di avere informazioni precise in merito.

Dovete sapere che nella mia attività di volontariato non riconosciuta, autonoma e senza "rimborsi spesa" ho cercato di aiutare una coppia di anziani alle prese con i misteriosi messaggi intimidatori dell'INPS.
Alcuni anni addietro il pover'uomo mi chiese cosa voleva dire una lettera dell'INPS, presso cui era pensionato, che gli chiedeva di certificare che la moglie fosse a suo carico, cioé non percepisse un reddito superiore a 2800€ (circa, ora, allora non ricordo), dato che la moglie era pensionata sociale dell'INPS e non aveva né altri redditi, né proprietà la cosa sembrava semplice, bisognava recarsi presso un CAF con la lettera, che conteneva misteriosi codici a barre (indispensabili!) e fare una dichiarazione. Visto l'imbarazzo dell'uomo di fronte alla burocrazia, firma con difficoltà, e i suoi impegni nell'assistere la moglie invalida mi sono offerto di consegnare io le carte con una delega da parte sua e mi sono recato a un CAF Acli nel centro di Milano.
Così ho fatto il danno del pover'uomo! Infatti l'impiegato del CAF ha moltiplicato la pensione della donna, certificata da un modulo e non dal CUD (non glielo hanno mai dato) per 13 e superando il tetto mi ha dato da firmare, in nome e per conto del malcapitato una dichiarazione in cui non risultava a carico.
In poco tempo al poveretto hanno detratto gli assegni familiari con anche gli arretrati dell'anno e non avendo la moglie a carico non ha potuto neppure detrarre dal 730 i ticket e gli scontrini per visite e medicine da allora a quest'anno, quando avendo dovuto recarmi per un'altro anziano a fare la medesima dichiarazione, mi sono sentito rispondere senza dubbi o tentennamenti Dal CAF della CGIL di Cologno Monzese che la pensione sociale non dando diritto al CUD non rientrava tra i rediti da dichiarare era del tuto esente!
A questo punto visto che comunque anche il CAF della CGIL mi faceva firmare, in nome e per conto del tizio, una dichiarazione in cui io mi assumevo la responsabilità di dichiarare che la moglie era a carico, mi sono recato all'Agenzia delle Entrate di Via Abetone a Milano (previo appuntamento, ovviamente).
All'Agenzia delle Entrate ho avuto, una volta di più, la prova che siamo nello stato dell'indeterminazione e dell'incertezza, altro che Heisemberg!
La gentilissima impiegata, dopo una prima risposta in cui affermava secondo lei essere da considerare la famigerata pensione sociale in questione (quella elargita agli invalidi ultrasessantacinquenni) e quindi la persona da non considerare a carico mi chiese di aspettare che sarebbe andata a consultare i "sacri testi" (virgolette sue), dopo ventidue minuti scese dicendo che secondo lei i testi le davano ragione.
A questo punto grazie a un colpo di genio: chiedo una risposta scritta!
Così, protocollata la mia richiesta, me ne sono andato con la risposta interlocutoria che non sembrava dare molte speranze.
Ma improvvisamente mi è arrivata la comunicazione che avete letto sopra! A questo punto temo che avrò da penare a cercare di fare ottenere di nuovo gli assegni familiari al pover'uomo e magari anche modificare il 730 di quest'anno, avendo la moglie a carico avrebbe diritto a una detrazione di 690€, se non vado errando, oramai i numeri mi si confondono.
Tra l'altro prima dell'Agenzia delle Entrate avevo anche chiesto informazioni via mail all'INPS, che però mi rispose che il servizio e-mail non era abilitato a dare informazioni fiscali, avrei dovuto rivolgermi agli uffici, così presi appuntamento all'ufficio INPS di competenza sul loro sito: Milano M. Gioia, ma dopo qualche giorno un sms mi diceva che l'appuntamento era disdetto su richiesta dell'ufficio, alle mie rimostranze telefoniche scoprivo che il sito sbagliava, l'ufficio di competenza non era Milano M. Gioia, ma Cologno Monzese, che comunque dopo avermi ricevuto su appuntamento mi ha risposto che loro non davano informazioni di tipo fiscale.
Ora ho qualche domanda per i ministri competenti:
1° perché gli uffici pubblici si peritano tanto di chiedere il numero di cellulare dell'utente, che se uno non lo vuole dare sembra gli voglia fare uno sgarbo, (non pensano che magari avere informazioni importanti quando uno è in metropolitana o sta guidando non è proprio il massimo) e invece non chiedono mai la mail di posta certificata, che dovrebbe costituire il canale privilegiato per le comunicazioni con il cittadino da parte della pubblica amministrazione?
2° perché i vari comparti della pubblica amministrazione sono così separati che se un ente rilascia un certificato di pensione con gli ammontari mensili, e non il CUD, non sa che c'è una ragione fiscale?
3° perché si continua a dare in appalto la gestione dei rapporti tra pubblica amministrazione e cittadini ai CAF, che hanno, spesso personale precario, il più delle volte, con formazione frettolosa, a occuparsi di 730 e scadenze consimili  e in più di una occasione ho dovuto riscontrare fanno errori anche gravi?
4° e forse qui sta la noce del problema, perchè la legislazione fiscale italiana è così complessa, farraginosa, piena di eccezioni? Solo perché tanto spesso abbiamo avuto ministri dei commercialisti, che sanno che nella complessità della legge è più facile trovare gli escamotage per permettere ai loro più facoltosi clienti di evadere le tasse e al contempo la stessa complessità rende impossibile ai meno facoltosi pagare le tasse senza doversi rivolgere appunto a loro?
5° se quando avevo 13 anni (tredici, non trentuno) aiutavo mio padre a compilare il modulo Vanoni e dai 15 anni (quindici, non cinquantuno) in poi lo preparavo io per lui, che poi controllava e non ho mai sbagliato, fino a che vissi con i miei. Perché, al giorno d'oggi, scoprire, come mi è successo una decina di anni fa, che il CAF aveva sbagliato per 4 anni consecutivi a fare il 730 a mio padre, facendogli pagare 12 milioni di troppo, è praticamente impossibile? Perché le norme diventano di anno in anno più complesse e l'evasione aumenta? Non c'è una correlazione?
6° un cittadino, con uno stipendio e una casa, non dovrebbe essere posto in grado di pagare le tasse, e calcolarsele, con la formazione culturale fornita dalla scuola dell'obbligo?
















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venerdì, maggio 25, 2012

Uccidere il re salva tutti

Il tempo di uccidere il re è giunto anche per il Movimento 5 stelle, la figura di Grillo è servita, per avere spazio sui media, per attirare la gente con la facile ironia sui politici della prima e della seconda repubblica, ma ora che il movimento ha cominciato a strutturarsi tra i giovani, compiendo il miracolo di farli impegnare in prima persona nell'elaborazione di un progetto e di una, sia pure embrionale, organizzazione è tempo di disafrsi della sua ingombrante presenza.
Grillo ha due possibilità: ritirarsi a vita privata da solo o demolire il movimento che si sta organizzando con tanta fatica con il contributo di tanti giovani.
Non ci sono alternative, i giovani che hanno partecipato alla crescita del movimento, hanno fatto esperienza politica, nelle assemblee in cui il movimento si è organizzato e strutturato, non sono i giovani creduloni che magari hanno votato Berlusconi anni fa sperando fosse un Mida disposto a fare arricchire chi gli stesse accanto, quelli che erano troppo giovani per votare si sono un poco vaccinati, vedendo l'esperienza dei loro genitori, tanto nei confronti del Pdl che del PD o dell'UDC o addirittura dell'Idv, quindi Grillo non ha nessuna possibilità di far fare al movimento e ai suoi esponenti eletti ciò che vuole, potrebbe al più contribuire a distruggere il movimento fomentando divisioni e gelosie per prossimità al suo fondatore, l'esperienza della Lega Nord e del Pdl dovrebbe insegnare qualcosa anche a lui.
Grillo, faccia il grande e si ritiri di sua iniziativa, potrebbe rimanere di lei un buon ricordo, come forse sarebbe stato di Bossi tra i leghisti, se Bossi non avesse cercato di mantenere il controllo assoluto di un movimento che aveva gambe per marciare da solo.

lunedì, maggio 21, 2012

Crollano le azioni di FB, risale la stima dell'umanità

Qui su "Corriere.it" si dà conto del crollo del 12% del titolo di FB sul Nasdaq e dei problemi causati dal grande numero di ordini, tale da rallentare la piattaforma di scambio e da costringere a cercare di riordinare la sequenza degli scambi per capire se qualcuno debba essere risarcito.
Anche Linkedin e Renren perdono, il 3% la prima e il 7% la seconda.
Come dice qualcuno: se non so più niente dei compagni di classe qualche motivo ci sarà?
O come dice qualcun altro: se vuoi dirmi qualcosa di te scrivimi, telefonami o vediamoci in piazzetta.
Se vuoi un pubblico: spogliati sul balcone.
Chi avrà comprato le azioni di FB?
Spero proprio siano stati fondi speculativi e non fondi pensione.
Spero che siano finiti nelle casseforti di dirigenti di banca che ci abbiano investito i loro premi.
Spero li abbiano acquistati organizzazioni criminali.
Spero li abbiano comprati i militari al potere in Mianmar e in tanti altri luoghi simili.
Spero che tanti politici corrotti abbiano investito così i proventi del loro operato e come gli altri di questo elenco perdano tutto.
Peccato che tutti i sopra elencati si metteranno subito a cercare il modo di scaricare le perdite sulle organizzazioni che amministrano e troveranno il modo di farlo.
Ma proseguendo su questa strada riusciremo, prima o poi, a fare tornare il danaro al suo ruolo di rappresentante di beni reali, utile a non doversi portare appresso un gregge per fare un baratto ogni volta che si va a fare la spesa?

venerdì, maggio 18, 2012

Federico Rampini celebra FB

Qui Federico Rampini celebra Facebook come esempio "di un “capitalismo giovanile” che genera crescita e occupazione." evidentemente Rampini, con cui altre volte mi sono trovato d'accordo, non frequenta aziende impiegatizie, in esse l'uso di FB, sommandosi alla sempre maggiore impreparazione dei dirigenti a pensare all'organizzazione aziendale in termini più lunghi della dozzina di mesi in cui rimangono nell'azienda e al grande turn over dei dipendenti, quasi sempre precari, quando non stagisti, ha diminuito drasticamente la produttività e l'efficenza delle aziende, portandola a livelli paragonabili a quella delle pubbliche amministrazioni italiane o greche.
Se FB sia gestita con criteri di efficenza ammirevoli non lo so, ma le conseguenze del suo affermarsi nelle abitudini di una gran parte del personale impiegatizio e dei quadri delle aziende causa danni incalcolabili.
Quanto alla convenienza e alla stabilità di un investimento in azioni FB basterebbe esaminare i rischi che il suo avvenire corre essendo, con ogni probabilità, il suo comportamento, nei riguardi della tutela della "privacy" di utenti e non, sanzionabile da parte delle varie autorità, nazionali e sovranazionali, che se ne occupano.
Quanto dovremo aspettare per sentire parlare della bolla dei social network?

Quotato Facebook, è il momento di lasciarlo?


Un piccolo potere potrebbe rivelarsi nelle mani dei piccoli cittadini comuni stritolati nella crisi provocata dai poteri delle banche, delle multinazionali ecc.
Accedere tutti in massa di volta in volta a nuove piattaforme o social network che debbano, prima o poi, quotarsi in borsa, poi uscirne tutti, questa potrebbe essere la mossa vincente che i comuni cittadini, Robin Hood in 16°, potrebbero fare per cominciare a colpire i capitali speculativi che agiscono nei mercati borsistici.
Il momento dell'uscita  da FB è arrivato, è vero alcuni si sono arricchiti a dismisura, ma colpendo i compratori si comincia a dare un colpo di avvertimento al capitale "avventuroso" che impazza sui mercati.
Sì il momento è giunto! Che fondi e investitori paghino almeno una parte di quanto FB ha causato di perdita di tempo e di rapporti interpersonali reali ai suoi utenti."


martedì, maggio 08, 2012

I dirigenti suicidano il partito Democratico, la lobby di giudici e avvocati non demorde.

Su Repubblica.it qui si dà conto di un episodio che mostra quanto la dirigenza del PD sia lontana dal comune buon senso, dal sentire diffuso di una popolazione sottoposta a una cura da cavallo di tasse e diminuzione di servizi e non, piuttosto, vicina agli interessi di burocrati dei vari apparati dello stato.
Nell'articolo si cita l'episodio di un emendamento, presentato nelle commissioni riunite Affari costituzionali e Giustizia da Roberto Giachetti (del PD), che limita temporalmente il periodo di possibile distacco di giudici e avvocati dello stato in altre amministrazioni, e inoltre non consente il cumulo di due stipendi, il soggetto distaccato continuacioé a percepire lo stipendio del proprio ruolo e basta.
Nelle votazioni sull'emendamento in questione tutti i gruppi hanno votato a favore, solo il PD si è astenuto con l'eccezione di Rita Bernardini e Paola Concia.
Non basta avere avuto governi (di destra e di sinistra) pieni di commercialisti, capaci di complicare al massimo la vita dei contribuenti gravandola, oltre alle tasse statali, di una tassa impropria (l'obbligo implicito di avere un commercialista per adempiere ai propri obblighi fiscali, causa la complicazione sempre maggiore della normativa) ora anche la lobby trasversale di giudici e avvocati tenta di mantenere e allargare le proprie prerogative anche nel governo "tecnico" il parere contrario del governo all'emendamento era stato espresso prima da Nitto Palma (non era anche nel governo precedente?) e poi dalla guardasigilli Paola Severino.
A noi che fare? Proporre come aggravante, per qualsiasi reato, l'essere laureati in legge, in modo da annullare per costoro la concessione di qualunque attenuante, che inevitabilmente si concederebbero reciprocamente, come hanno fatto sempre fin'ora.

martedì, aprile 24, 2012

Olimpiadi? No, grazie, non me le bevo. Le paralimpiadi neppure.

L"oca sapiens" qui riporta qualche dato sull'incidenza delle polveri 2,5 PM (polveri sotilissime + o -) sulla mortalità. Un altro buon motivo per non andare a vedere le Olimpiadi di Londra.
Intanto, sullo spirito sportivo che secondo alcuni alberga nelle Paralimpiadi:
- qui sul Corriere.it un caso di nuotatrice cieca (Yvonne Hopf, tedesca) che poi prende la patente e
- qui su Panorama.it la prima versione straordinaria della guarigione di Monique van der Vorst, ciclista, olandese, che ora qui sulla Gazzetta.it ha un contratto con la Rabobank, squadra di ciclismo professionistico.
Riguardo ai premi che il Coni assegna ai vincitori di medaglie olimpiche e alle spese per le trasferte degli atleti, dei dirigenti, dei funzionari, degli allenatori, dei preparatori atletici, dei medici, dei massaggiatori,de i cuochi e del resto del personale che accompagna le squadre nelle trasferte e alle spese per mantenere gli impianti e per la preparazione di questi pochi atleti di punta mi piacerebbe poterne conoscere l'ammontare totale. Chissà se ci renderemmo finalmente conto che stiamo mantenendo una massa di persone disutili, non molto dissimile dalla maggior parte dei nostri politici e amministratori?
 Chissà che rapporto quantitativo c'è tra quanto si spende per l'organizzazione di questi grandi eventi (Olimpiadi e campionati vari: mondiali, europei, italiani, mediterranei, universitari, militari, indoor e outdoor, pasqua dell'atletica ecc) e quanto viene data alle scuole per diffondere tra e far praticare sport ai giovani e ai giovanissimi?
Intanto lo sport, non solo professionistico, ma anche quello amatoriale (competitivo) divengono sempre più luogo di diffusione di doping e di pratiche mediche pericolose, il ciclismo prima di tutto e gli sport di squadra, in primo luogo il calcio, si manifestano come luogo d'incontro tra organizzazioni malavitose e combriccole dedite alla compravendita dei risultati.

mercoledì, aprile 18, 2012

Enpam nella bufera? Ma sempre sulla breccia.

Qui, su Repubblica, un servizio sull'Enpam, riguarda l'acquisto di titoli "tossici" da parte dell'ente, ma io vorrei solo rendere nota una cosa che mi ha stupito: fino ad alcuni anni fa l'amministrazione degli stabili dell'ente nel milanese erano in carico ad un amministratore, o società che fosse, che aveva un ufficio nella periferia sud-est della città, ora l'ente ha creato ENPAM REAL ESTATE, una società ad hoc per gestire i suoi immobili, i suoi uffici sono in Corso Como a Milano sopra un noto locale notturno, chissà se i costi per l'ente sono diminuiti? A giudicare dalla localizzazione dei nuovi uffici sembra improbabile.

Un bel 60% in più, ecco quanto ci costa l'IMU.

Qui Repubblica ha un calcolatore per sapere l'ammontare dell'IMU. inserendo un valore catastale da 1000€ e nessun figlio si ottiene:
un totale di 472 - tre rate da 157 euro oppure due rate da 236 euro e eventuale integrazione finale
Qui il Corriere ha un calcolatore analogo, inserendo un valore catastale da 1000€ e nessun figlio si ottiene:
un totale di 472 - tre rate da 157,33 euro oppure due rate da 236 euro e eventuale integrazione finale
entrambi i quotidiani quindi ritengono che la rendita catastale da moltiplicare per 160 sia quella rivalutata del 5%.
Quanto ci sta costando la demagogia di Berlusconi e dei suoi tirapiedi?
Per quanto anni non l'abbiamo pagata, credendo alle parole di Tremonti e dei suoi sodali?
Per quanto pagheremo una tassa superiore del 60% a quella precedente?
Quanti hanno creduto alla pubblicità del governo che dandoci alle spese avremmo risolto i problemi e ci saremmo lasciati la crisi alle spalle?
Ma dove sono adesso tutti coloro che hanno votato quei governi?
Spariti! Come neve d'aprile.

venerdì, aprile 13, 2012

Occhio ai proiettili! A Barcellona con occhiali antiproiettile!

Qui su Repubblica si dà conto dell'esperienza drammatica di un giovane colpito da un proiettile di gomma o plastica che sia che gli ha fatto perdere un occhio, la stessa cosa pare sia successa a ben 25 persone in 12 anni, l'articolo è generalmente condivisibile in particolare nel suo mettere, sia brevemente l'accento sul fatto che nessuno pare sia stato risarcito, inoltre cita Nicola Tanno il protagonista involontario di questa vicenda: "In Spagna è in corso una svolta autoritaria che l'Europa sta facendo finta di non vedere. L'Italia si sta adoperando tanto per salvare due marò che hanno sparato e ucciso a due pescatori, mentre nel mio caso e in quello di altri due connazionali cos'hanno fatto i diplomatici?", della prima parte di questa dichiarazione Repubblica fa addirittura un meritorio titolo, ma, qui veniamo al punto che mi resta oscuro, cosa significa: "Adesso il suo apparato visivo, dopo diverse e delicate operazioni, è stato ricostruito. Non ha più un occhio vero."?
Mi sembra che un apparato dovrebbe essere un qualcosa che svolge una funzione, secondo il Dizionario della Salute del Corriere è :"Raggruppamento di organi diversi per struttura, funzione e origine, ma che nell’insieme concorrono allo svolgimento di una delle funzioni generali dell’organismo.", ma se un apparato non funziona la sua ricostruzione è solo estetica o sbaglio?
Chissà se il giornalista si contenterebbe di avere un'auto esteticamente nuova, ma non funzionante?
Forse il giornalista intende che lo sfortunato Nicola Tanno ha una telecamera nell'orbita, scrivendo che l'apparato visivo è ricostruito ma non ha più un occhio vero?
In ogni caso in Spagna conviene andare con occhiali antiproiettile a quanto pare, visto che la cosa è già successa a ben 3 italiani il che, su 12 "incidenti" del genere, sembra indicare una eccessiva curiosità a guardare nei fucili della polizia da parte dei nostri connazionali.

mercoledì, aprile 11, 2012

Sul vincolo al pareggio di bilancio tutti hanno ragione?

Autorevoli economisti, tra essi anche alcuni insigniti di premi Nobel, hanno diffuso, qualche tempo fa un documento in cui invitavano il presidente degli USA, Obama, ad opporsi alla proposta di porre nella Costituzione un vincolo di pareggio nel bilancio dello stato.
Altri economisti, e tra essi anche esponenti delle organizzazioni finanziarie e monetarie internazionali di primo piano, intervengono nel dibattito con posizioni, invece nettamente favorevoli, tanto da proporre di condizionare gli aiuti a paesi in difficoltà a questa riforma legislativa.
Giornalisti di diverso orientamento e opinionisti di spicco si sono esposti esponendo le opposte tesi e i lettori restavano spaesati in quanto gli uni e gli altri sembravano avere ragione man mano che si leggeva ciascun "pezzo", se la domanda è il pubblico è fatto di imbecilli? Ovviamente la risposta che ciascuno si dà tra sé è sì, almeno di media. Ma non è su questo argomento che dobbiamo basarci per giungere a questa conclusione, possiamo trovarne molti altri ben più dirimenti e decisivi.
Il problema del pareggio di bilancio potrebbe essere considerato implicito nella normativa vigente dato che nessuna legge può essere promulgata senza adeguata copertura finanziaria. Il Presidente della Repubblica ha, in alcune occasioni, rimandato alle camere leggi che non avevano tale requisito.
Il principio legale di buona amministrazione si basa sul concetto di " amministrare come farebbe un buon padre di famiglia" quindi secondo principi di prudenza e onestà, certo non si può far rientrare in questo concetto quello di fare debiti da lasciare ai figli, i pubblici amministratori dovrebbero amministrare la cosa pubblica come se fossero genitori in punto di morte con figli che stanno per nascere, perché la cosa pubblica che loro amministrano è proprietà dello stato che, essendo formato da tutti i cittadini, quotidianamente in parte muore e in parte nasce.
Quale genitore farebbe debiti prima di morire? Certo non il "buon padre di famiglia" ipotizzato dalla consuetudine legale.
Se oltretutto il discorso non è generale, ma è calato nella realtà italiana, infinite altre potrebbero essere le motivazioni a favore di un vincolo di pareggio, alla luce del comportamento dei molti governi che ho visto nei miei sessant'anni di vita non c'è stato partito al governo che, in vista delle elezioni, non si sia lasciato andare a leggi e leggine economicamente (e non solo) ingiustificate per "farsi bello" con i propri veri o presunti elettori, in molti casi anche partiti all'opposizione hanno approfittato di momenti particolari per appoggiare misure di questo tipo, cogliendo una divisione o una debolezza nella coalizione avversa. Qualcuno si azzardaaddirittura a sostenere che, con un vincolo di questo tipo, i partiti dovrebbero dichiarare, prima delle elezioni, le loro priorità in termini di spesa, quando non addirittura dei bilanci di massima, quindi gli elettori avrebbero un effettivo controllo sulla politica economica dei governi.
Ma la motivazione opposta e cioè che un vincolo di pareggio di bilancio sarebbe insostenibile in tempi di crisi, anzi sarebbe suicida, in quanto la aggraverebbe in una spirale economicamente e socialmente suicida, è così platealmente verosimile che, chiunque abbia un minimo di esperienza nella amministrazione di una qualunque, anche piccolissima impresa, non può che sottoscriverla, proprio nella possibilità di fare debiti, per sviluppare o ammodernare una azienda o per superare una contingenza negativa, sta la ragion d'essere di un imprenditore, e ciò che ne ha decretato il successo rispetto al funzionario dell'economia del socialismo di stato dovrebbe essere proprio questo. Quindi fare debiti nei momenti di crisi, in un contesto di buona amministrazione, dovrebbe permettere di distribuire nel tempo (quindi su più persone, tenendo conto del turn over umano) quei sacrifici che altrimenti sarebbero sopportati solo in un periodo ristretto e potrebbero portare a disastri economici e sociali quali l'umanità purtroppo ha già vissuto.
Che dire quindi della questione: vincolo di bilancio, sì o no? Porre un vincolo del genere nella Costituzione potrebbe essere un grave problema, specialmente in momenti come l'attuale, ma tante volte i governi hanno fatto, almeno temporaneamente carta straccia di alcune norme della costituzione che potrebbe essere inutile discuterne, se e quando un governo volesse troverebbe il modo di aggirare la norma per il tempo sufficiente.
Il momento di porre il problema insomma proprio non dovrebbe essere questo.
Dovrebbe essere nell'ordinaria amministrazione dei tempi di sviluppo economico, che tale norma dovrebbe essere rigidamente applicata, cercando addirittura di avere un disavanzo positivo nei bilanci, proprio per poterla disattendere in momenti come l'attuale, in cui bisognerebbe poter spendere quanto risparmiato precedentemente e ipotecare anche il futuro per dare fondi all'istruzione, alla ricerca, all'innovazione e dare sollievo fiscale a famiglie e imprese.

mercoledì, marzo 21, 2012

Le cooperative a chi servono?

Qui, sul Corriere, il Team Gabanelli mette in luce un problema che da tempo viene segnalato in rete, dal Corriere stesso a proposito delle condizioni di lavoro qui, inserito in un contesto più ampio di deregolamentazione e abuso nel mercato del lavoro qui oppure qui, ma sulle cooperative, più o meno fasulle, che vengono create ad hoc per dare in appalto lavori e mansioni, evitando assunzioni, approfittando delle agevolazioni fiscali e contributive, si è scritto molto e molto si sa, almeno al di fuori degli ambienti politici, visto che, tra centro destra e sinistra, sembrano una parodia delle tre scimmiette che non vedono, non sentono e non parlano.
Finirà che si butterà via anche il bambino con l'acqua sporca, per evitare di pestare i calli alle cooperative che servono a ciascun gruppo di potere politico ed economico, si eliminerà anche quel poco di buono che il movimento cooperativo ha saputo costruire nella sua lunga storia.

giovedì, febbraio 23, 2012

Responsabilità civile dei politici oltre che dei giudici

Che i giudici devano essere responsabili civilmente in caso di colpa grave o di dolo mi sembra che non ci piova, la legge mi pare lo preveda già, ma non riesco a trovare condanne di risarcimento e mi pare strano.
Nessuno deve essere al riparo dalla legge.
Purtroppo la questione è stata politicizzata dalla destra che vuole liberarsi o meglio liberare il suo capo, dai rischi di condanne.
Non pare che nessuno si ponga però il quesito sulla responsabilità civile dei politici, quando dei ministri prendono misure, come quella dei respingimenti attuati contro i rifugiati libici, che erano platealmente illegali e sono state giustamente sanzionate dalla Corte europea dei diritti umani, chi deve pagare?
Sarebbe logico che a pagare siano i politici che tali misure hanno preso e non i cittadini con le loro tasse.
Un altro esempio è quello dei contributi per il decoder digitale che il governo Belusconi varò, pro domo sua, e per il quale lo stato italiano dovrà pagare, non sarebbe anche in quel caso giusto che a pagare siano i ministri che di quel governo facevano parte?
Il caso delle quote latte è un altro caso "milionario" e noi? Abbozziamo.

domenica, febbraio 12, 2012

Anche in Belgio governi alieni

Qui la fotonotizia di scontri tra polizia e pompieri (lo so che loro preferiscono vigili del fuoco, ma intervengono così spesso per alluvioni e simili che pompieri mi sembra più adatto) in Belgio, pare che il governo vogliae posticipare l'età della pensione per loro da 59 a 67 anni, non so se gli ultimi 8 anni sia previsto che possano trascorrerli facendo lavori sedentari di prevenzione o di educazione a scuola ecc. in caso contrario credo di dover esprimere ai pompieri, o vigili del fuoco che siano, tutta la mia solidarietà di sessantenne. Tra l'altro, anche se fosse previsto per la tarda età un loro intevento di tipo educativo a scuola o simile, bisognerebbe vedere quanti di loro siano adatti a un ruolo del genere, non è detto che la comunicativa faccia parte del bagaglio normale di un operatore di quel settore, in cui è più che altro necessario agire con prontezza e competenza pratica.

venerdì, febbraio 03, 2012

L’articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori e il professor Monti.


 Quanti commenti inutili o a tesi si sono letti o visti o sentiti in questi giorni, l'articolo 18 non vieta assolutamente di licenziare in caso di diminuzione delle necessità di personale in azienda, vieta solo le discriminazioni politiche sociali, razziali o sindacali, cioè il licenziamento senza giusta causa di un lavoratore.
 La Fiat, che ha voluto fare da apripista in questa conterapposizione tra lavoratori e aziende, ha una lunga tradizione di comportamenti antisindacali, di discriminazioni politiche e sindacali tra i lavoratori, che sono state  attuate con la complicità dell'apparato politico, poliziesco e giudiziario nel secolo scorso, questa è solo una seconda puntata o, meglio, un remake del terzo millennio.
 In Italia, con la complicità delle "anime belle" del riformismo "progressista", si è avviata, con la scusa della elasticità produttiva, che avrebbe dovuto rispondere alla dinamica economica che conseguiva alla globalizzazione, l'era dei contratti atipici, ma senza quei "paracadute" sociali e quelle garanzie retributive che avrebbero potuto giustificare una simile scelta, il risultato è sotto gli occhi di tutti: aziende in perenne affanno, clienti insoddisfatti, le società in mano a manager che pensano solo alla capitalizzazione di borsa nel breve periodo e alle loro stock option.
 Chi era il mito dei giornali una decina di anni fa? Soggetti come franco Tatò, il tagliatore, e tanti altri lo hanno seguito sulla strada delle esternalizzazioni e delle assunzioni brevi o brevissime con contratti di apprendistato che non venivano mai “consolidati” e ora addirittura con i continui ricambi di stagisti, ma possono reggersi le aziende in queste condizioni?
 I lettori che lavorano con cognizione del loro ruolo nell’azienda, non hanno bisogno della mia risposta, la conoscono e combattono da tempo con la continua formazione di nuovo personale, che non si riesce mai a completare.
 Solo coloro che dal transuranio cadono a Palazzo Chigi e nelle sedi dei vari Ministeri, possono esprimersi con la leggerezza che abbiamo sentito ultimamente da parte di numerosi esponenti di codesto Governo.
 Qui si può leggere un piccolo esempio di quella che è la realtà, diffusa, delle aziende, che appaltano il lavoro interno a cooperative non di rado costituite ad hoc, abbiamo bisogno di più tutele, non di meno, basta funerali per morti “bianche” o processi dopo decenni per lavoratori uccisi da malattie professionali su cui gli enti preposti hanno chiuso entrambi gli occhi.
 Ultima nota: che esperienza di precariato ha il professor Monti per esprimersi su tale argomento con questa leggerezza?

martedì, dicembre 20, 2011

I saldi di fine anno nella Sanità in Convenzione


Dovete sapere che, in questo periodo, in Lombardia, numerosi ambulatori convenzionati hanno esaurito il numero di prestazioni effettuabili in convenzione, così succede che, dopo avere effettuato la prenotazione telefonica, il paziente giunga all’accettazione con la documentazione necessaria per iniziare la terapia a lungo aspettata e si senta dire "In questo periodo le prestazioni sono a pagamento, sono già due mesi che è così! Non glielo hanno detto?".
Ma il bello sta per arrivare: “Non si preoccupi il costo è identico al ticket che avrebbe comunque pagato” aggiunge l’ineffabile impiegata.
Le frasi tra virgolette non sono un artificio letterario, le ho sentite pronunciare dall’impiegato all’anziana, in coda di avanti a me, che aveva prenotato per telefono due mesi addietro.
A quella paziente, esente per reddito o patologia non so, fissarono così un nuovo appuntamento per il 21 Febbraio quando avranno riattivato le convenzioni.
A quel punto, quando venne il mio turno, per curiosità mi informai sul costo della terapia chiesta dalla paziente precedente e scopersi che, privatamente, aveva un costo triplo rispetto al costo del ticket.
Così ho scoperto che, in Italia, non ci sono solo due corsie per accedere alle terapie, quella del SSN e quella privata, ne esistono, negli ultimi mesi dell’anno, una terza, quella del cittadino che avrebbe diritto alla prestazione in convenzione, ma che, essendo in condizione di pagare una cifra ticket equivalente può accedere alle prestazioni scontate e una quarta, quella dell’esente che non è in condizione di pagare e che quindi non può approfittare dei saldi di fine anno.

Il 5 Marzo 2012 sul Corriere  un aggiornamento sul modo di gestire la sanità lombarda: http://www.corriere.it/cronache/12_marzo_05/formigoni-don-verze-atti-su-misura-gerevini-ravizza_ea1dd1fa-6691-11e1-a7b0-749eb32f5577.shtml

venerdì, dicembre 09, 2011

Si può giudicare le Forze Armate di un paese dai meriti o dalle decorazioni dei suoi dirigenti?

Si può giudicare le Forze Armate di un paese dai meriti o dalle decorazioni dei suoi dirigenti? Mi sono posto questa domanda quando ho scoperto in questo governo di "tecnici" la presenza di un ammiraglio, ho voluto così cercare informazioni sul neo-ministro.
Decorazioni e Onoreficenze dell'attuale Ministro della Difesa dal sito del Ministero della Difesa:
-in verde ho evidenziato quelli concessi per anzianità,
-in celeste quelli concessi per merito nella difesa della Chiesa Romana,
-in rosso quelli concessi da stati esteri vari,
-in viola quelli che da quel che ho potuto capire sono riferibile a organizzazioni sportive,
-in senape quello del  Sovrano Ordine di Malta, che non può essere qualificato stato estero in quanto senza territorio, ma che gode di privilegi in quanto da alcuni stati riconosciuto soggetto internazionale, nonostante sia dipendente dalla "Santa Sede",
-in nero quelli italiani o di organizzazioni cui l'Italia partecipa o ha partecipato, connessi al servizio militare.
  • Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine di Merito della Repubblica italiana;
  • Croce d’oro per anzianità di servizio (40 anni);
  • Medaglia Militare al merito di lungo comando;
  • Medaglia di Bronzo per servizio di lunga navigazione nella Marina Militare (10 anni);
  • Medaglia “Mauriziana” al merito per 10 lustri di carriera militare;
  • Decorazione d’onore interforze di SMD;
  • Gran Croce con Spade dell’Ordine al Merito Melitense;
  • Commendatore con Placca dell’Ordine Equestre di S.Gregorio Magno;
  • Cavaliere di Gran Croce di Merito del “Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio”;
  • Cavaliere Grand’Ufficiale dell’Ordine Equestre di Sant’Agata (San Marino);
  • The Legion of Merit (Degree of Commander) USA;
  • Commandeur de l’ordre de la Legion d’Honneur  (FR);
  • Grand’Ufficiale dell’Ordine dell’Infante Don Enrico (PO);
  • Commandeur de l’ordre National du merite (FR);
  • Gran Croce dell’Ordine Bernardo O’Higgins (Cile);
  • Grand’Ufficiale della Virtu’ Militare con l’insegna di Guerra (RO);
  • Grand’Ufficiale dell’Ordine al Merito del CISM; (Consiglio Internazionale Sport Militare?)
  • Medaglia NATO per l’Operazione ISAF in Afghanistan;
  • Medaglia per la Missione ONU per il Mantenimento della Pace in Kosovo (UNMIK);
  • Medaglia Commemorativa del Sovrano Militare Ordine Ospedaliero di San Giovanni di Gerusalemme, di Rodi e di Malta;
  • Distintivo d’Onore per Sommergibilisti.
Riassumendo:
-10 riconoscimento sono concessi da stati esteri (di questi 4 riconducibili direttamente o indirettamente al Valicano),
-4 sono riconoscimenti di anzianità di servizio, quindi hanno circa lo stesso valore dell'orologio regalato dall'azienda dopo 40 anni di lavoro,
-1 riguarda, dal quel che ho potuto ricostruire e riconosco i miei limiti, una organizzazione sportiva internazionale sia pure militare,
-2 sono riconoscimenti per missioni internazionali,
-3 sono riconoscimenti nazionali.
Se l'attività del ministro in questione è rispecchiata dalle decorazioni di cui sopra e la sua attività ripecchia quella delle nostre Forze Armate, mi piacerebbe sapere a che titolo lo Stato Italiano mantiene codeste Forze Armate, che risultano evidentemente più funzionali agli interessi di Stati esteri, piuttosto che a quello del nostro Paese, almeno giudicando dai riconoscimenti sopra citati.

martedì, novembre 22, 2011

L'utopia della riforma della giustizia con una bacchetta magica

Leggo che Giovanni Canzio, presidente della Corte di appello di Milano, ipotizza la possibilità, con una semplice legge, e non con una riforma "epocale", di riformare parzialmente la giustizia “sterilizzando la prescrizione”, fermarla cioè dopo il verdetto di primo grado.
Alcuni commentatori hanno appoggiato tale ipotesi come risolutiva per i problemi che affliggono il nostro sistema giudiziario, altri hanno messo in luce come una norma di tal fatta, isolatamente inserita nel contesto attuale, potrebbe rendere la giustizia assolutamente teorica in quanto, una volta ottenuta la condanna in primo grado e quindi ottenuto la procedibilità ad libitum su un imputato, potrebbero verificarsi casi di rinvii ripetuti e non messa a ruolo nei gradi successivi per la cronica mancanza di personale e risorse, nei casi in buona fede, e per attendere tempi e leggi migliori in altri, mantenendo l'esecutività della condanna sospesa.
Purtroppo in questo campo le ragioni (e i torti) sono da ogni parte, per cui non esiste un singolo provvedimento che possa agire come un lievito, o se si vuole come un catalizzatore, per mutare l'essenza di questa nostra giustizia malata. Ci sono magistrati attivi, coerenti con la loro missione e il dettato costituzionale e ci sono magistrati immersi nella melassa della "classe dirigente" locale e nazionale che non possono (non vogliono?), liberarsi dai legami con essa. Quante volte importanti processi si sono arenati nel "porto delle nebbie" (il palazzo di giustizia di Roma)? Quante volte la Corte di Cassazione ha bocciato sentenze su cavilli rivelatisi poi inconsistenti? Quante volte dei magistrati hanno formalmente emesso condanne esemplari, ma sostenute da motivazioni che sembravano fatte apposta per essere bocciate appunto in Cassazione, mentre la prescrizione avanzava? Quanti sono i Palazzi di Giustizia sotto organico? Quanti sono i banchetti e le cerimonie a cui partecipano i dirigenti di Procure e Tribunali, immergendosi in quella melassa di legami informali con politici e imprenditori, che sarà poi difficile perseguire con afficacia e imparzialità quando delinquono, e purtroppo pare che lo facciano spesso? Questo non vuole dire che non si possa fare niente, da qualche parte bisogna cominciare, ma non si pensi di cavarsela con così poco, un articoletto di legge sulla prescrizione, bisogna rendere responsabili i giudici per errori ed omissioni, se non civilmente, almeno dal punto di vista di carriera, invece allo stato dei fatti i casi di magistrati puniti dal CSM sono, diciamo, esigui, per carità di patria. Capitolo a parte per gli avvocati, che andrebbero puniti già soltanto per il tentativo di applicare strategie dilatorie, che appunto questa proponenda norma renderebbe inutili (per il cliente) oltre la prima istanza, salvo il caso, ovviamente, di cliente facoltoso e anziano, che potrebbe in ogni caso riuscire ad arrivare a fine vita senza vedersi limitare la libertà, ricorrendo a tutti i gradi di giudizio. Da qui la necessità comunque di porre freno alle tecniche dilatorie nei processi.
Nell'amministrazione della giustizia, come nell'insegnamento, come in ogni altra parte della pubblica amministrazione, andrebbe applicato il criterio del controllo da parte dell'utente, le grandi aziende serie hanno dei sistemi per controllare l'efficacia del loro apparato nel soddisfare le esigenze del cliente, in tutti i campi della pubblica amministrazione bisognerebbe trovare il modo di valutare l'efficacia del servizio e di chi ci lavora.
Ovviamente è particolarmente difficile trovare il modo di valutare il lavoro di un magistrato, ma sarebbe possibile mutuare alcune metodologie di valutazione dalla scuola, ad esempio la valutazione da parte degli utenti a distanza di alcuni anni dal servizio prestato, quando si siano almeno parzialmente sopite le emozioni di eventuali valutazioni negative o condanne e comunque, naturalmente occorrerebbero numeri sufficentemente grandi per effettuare valutazioni valide.
In ogni caso è assolutamente necessario che chiunque sia sotto il controllo di qualcun altro e che gli utenti siano in tale circuito.

giovedì, novembre 10, 2011

Mario Monti sarà uno statista o addirittura un eroe?

Come illustra bene Piergiorgio Odifreddi qui la nomina di Mario Monti contraddice la lettera della Costituzione che indica come possibili nominati senatori a vita da parte del Presidente della Repubblica chi abbia "illustrato la Patria per altissimi meriti nel campo sociale, scientifico, artistico e letterario" non mi risulta che sia il caso di Mario Monti.

Forse, in un momento così difficile, il Presidente della Repubblica ha pensato che, come accadde per un governo Prodi, se non vado errando, anche un voto di un senatore a vita possa determinare la sopravvivenza di un governo, ma una cosa è la sopravvivenza, altra la sua efficacia.

Se Monti ha una concezione della politica alta, come richierebbe il momento per sostenere l'incarico di cui si parla, dovrebbe, a mio parere, rifiutare la nomina, credo che abbia pensioni, emolumenti e capitali sufficenti per vivere con agio, non credo che gli necessiti questo introito, quindi dovrebbe con questo gesto segnare la discontinuità con il passato, tanto per avere un minimo di credibilità di fronte agli italiani, cui dovrà far digerire, probabilmente, le medicine che prescrive l'ideologia dell'ambiente da cui proviene.

Se Monti invece avesse una tempra da statista si muoverebbe coraggiosamente contro gli sprechi, ma anche contro la finanza e le sue speculazioni, contro i paradisi fiscali in cui società e privati occultano i loro profitti evadendo, o eludendo, le tasse, senza curarsi di un suo eventuale futuro politico.

Se Monti avesse tempra d'eroe metterebbe mano agli ordini professionali, eliminerebbe i notai (in molti paesi non esistono) e liberalizzerebbe le licenze dei taxi.

Se Monti avesse istinti suicidi semplificherebbe la legislazione fiscale e renderebbe inutile il ricorso ai commercialisti per il 90% degli italiani.

Io, nel mio piccolo, mi auguro che sia almeno uno statista, ma sogno che sia un eroe.

mercoledì, novembre 02, 2011

Tempismo nuclearista

In questo post Sylvie Coyaud, il 31 Ottobre, scriveva un aggiornamento sulla centrale di Fukushima, un commento, a firma Luca Bertagnolio - Futuro Nucleare, plaudihttp://www.blogger.com/img/blank.gifva la scientificità e correttezza dell'articolo, con 4 osservazioni che bisogna leggere 8-).

Io non ho nessuna formazione di fisica nucleare, ma alcune di tali osservazioni mi sono sembrate azzardate, così ho fatto un commento ironico sulla conoscenza di ciò che stava avvenendo nel nocciolo da parte del sig Bertagnolio, purtroppo stamani i media mi hanno dato ragione proprio sul punto cardine: si sospetta che nel nocciolo del reattore due si sia sviluppata una reazione di fissione (più o meno breve) e che questa abbia causato la liberazione di Xeno 133 e 135 (gas con tempo di decadimento assai breve, meno di 6 giorni uno e meno di 10 ore l'altro) che sarebbe, di tale recente fissione, un indice piuttosto sicuro.

Io non ho sfere di cristallo per sapere cosa sia accaduto, stia accadendo o possa accadere in quei noccioli, più o meno fusi, ma che si picchino di saperlo codesti nuclearisti, non può che fare sorridere chi, come me, non è stato abbastanza amato dagli dei da morire giovane.

sabato, agosto 27, 2011

Innalzare l'età per la patente insieme all'età pensionabile.

Tra le tante misure della manovra finanziaria di quest'agosto 2011 l'innalzamento dell'eta pensionabile sembra in qualche modo imprescindibile, visto l'aumento della speranza di vita. Al contempo sembra che, nonostante l'abbassamento dell'età del menarca nelle ragazze (la pubertà compiuta), nel sentire comune, a giudicare da giornali e altri media, a 35 anni e oltre si sia "ragazzi" o al massimo "giovani", infatti per leggere la parola "uomo" o "donna", riferito a una persona, bisogna che abbia almeno oltre 40 anni.

Se si spulciano le statistiche si vede che la percentuale di incidenti in cui sono coinvolti 18-21enni è del 15% (sarebbe interessante sapere in che percentuale la colpa è loro, ma questo dato con la lentezza dei giudizi è irraggiungibile).

Salta subito all'occhio che tale fascia di età è particolarmente a rischio, infatti, se tutte le fasce di età avessero lo stesso tasso di icidentalità 15% 21-24enni, 15% 24-27enni, 15% 27-30enni, 15% 30-33enni, 15% 33-36enni, resterebbe solo il 10% per i 36-39enni, e superata quell'età saremmo salvi!

Risulta chiaro quindi che dare la patente a questi giovani, che fino a quel momento sono stati solo un costo per la società, è inammissibile, non solo queste giovani vite spezzate sono un investimento a fondo perduto, ma molti di loro rimangono invalidi a lungo e rappresentano un debito per decine e decine di anni, anche oltre mezzo secolo, per la società nel suo complesso.

Se la politica si riferisce ai 30-40enni come "bamboccioni", se un uomo di 38 anni è definito un "ragazzo" o una donna "ragazza" (qui sul Riformista) sui giornali, dare la patente a un 18enne è come dare il porto d'armi a un dodicenne.

Per chiudere il cerchio sarebbe opportuno, probabilmente, portare l'età per condurre ciclomotori a 18 anni, rendendo obbligatorio il conseguimento della patente, credo che si diminuirebbe sostanzialmente il numero di morti 18-21enni visto che, nella maggior parte dei casi, questi incidenti avvengono con l'auto piena (quanto conti avere un pubblico, spesso di età maggiore, per guidare spericolatamente potrebbe dircelo, forse, uno studio apposito, ma leggendo i giornali questa ipotesi ha un senso).

sabato, agosto 20, 2011

Alfonso Papa, il carcere e i fatti di sangue.

In questo articolo si cita una lettera scritta dal deputato Alfonso Papa in cui egli, a proposito della sua adesione alla giornata di sciopero della fame e della sete, indetto dai radicali per sensibilizzare il parlamento sulla situazione delle carceri italiane, tra l'altro scrive:
«Lo avrei fatto comunque. Ma il destino ha voluto che lo abbia fatto come primo parlamentare consegnato da presunto innocente, in stato di custodia cautelare, per fatti non di sangue, alle patrie galere».
Di nuovo tocca sentire questo appello contro la detenzione per fatti non di sangue.
Tocca citare Al Capone, che fu condannato per evasione fiscale, unico reato che si riuscì a provare contro di lui.
Il partito cui appartiene (apparteneva?)il parlamentare A.Papa si è distinto per la depenalizzazione del reato di falso in bilancio e altre amenità siffatte.
Che importa se i reati economici mettono in ginocchio le famiglie dei risparmiatori, se fanno fallire aziende e mandano a casa i lavoratori il carcere, secondo questa logica, il carcere tocca solo a coloro che commettono fatti di sangue, per carità, la violenza è sempre da condannare, chiunque la pratichi però, non fatti salvi i "tutori dell'ordine".
Che dire poi di politici e amministratori che facilitano gli affari della criminalità organizzata? Sono o non sono responsabili dei fatti di sangue che le organizzazioni criminali commettono per assicurarsi la supremazia nel terrotorio o per intimidire chi non si piega?

giovedì, agosto 18, 2011

Qualche osservazione sulla manovra economica 4a parte

Finalmente la più volte suggerita tassa sulle transazioni finanziarie sembra avere padre e madre, Sarkozy e Merkel.

Si tratta di capire cosa si intenda, si sono sentite ipotesi diverse da quando se ne iniziò a parlare.

Voglio riferirmi solo alla realtà italiana in quanto non conosco a sufficenza il regime fiscale degli altri paesi, se si portasse la tassazione del "capital gain" allo stesso livello di quello che sembra diventare la nuova aliquota, cioè il 20%, sarebbe cosa ragionevole e utile.

La tassazione degli interessi di qualunque origine al 20% è vero non inciderebe sul debito pubblico in quanto, come si è già detto, i mercati ragionano sul netto, quindi i BOT e i BTP, come i CCT, dovrebbero offrire un tasso di interesse maggiore, ma la tassazione riguarderebbe anche le obbligazioni societarie di qualunque tipo e da qui potrebbe venire un guadagno per lo stato, ma, cosa più importante a mio avviso, aumentando contestualmente anche la tassazione sul "capital gain" si potrebbe avere un nuovo cespite senza complicare i calcoli ai risparmiatori e mantenendo l'attuale uguaglianza di regime fiscale tra risparmiatori "cassettisti" e risparmiatori "attivi".

Si potrebbe, invece, colpire in qualche modo gli speculatori, con imposte fisse su ogni operazione ad es., ma così si colpirebbero in misura significativamente maggiore i piccoli operatori, oppure si potrebbe, se proprio non si può o non si vuole impedire del tutto le operazioni speculative, tassare il Capital Gain effettuato in giornata al 50% e al 45% l'"over night" al 40% quello entro la settimana e al 30% quello entro il mese.

Una operazione del genere potrebbe, sottolineo potrebbe, ridurre la volatilità dei mercati che tanto ha spaventato, e spaventa, i piccoli risparmiatori che hanno abbandonato i mercati e continuano a farlo anche rivolgendosi a beni rifugio come l'oro.

In ogni caso, anche se non si riuscisse a ridurre la volatilità dei mercati lo stato potrebbe avere un cespite interessante.

lunedì, agosto 15, 2011

Qualche osservazione sulla manovra economica 3a parte

Prendiamo atto che Francia, Spagna, Belgio e Italia hanno, da alcuni giorni, vietato le vendite allo scoperto, qui il corriere.it scrive di studi di diverse istituzioni sulla relazione tra attività solare e "ogni sorta di eventi" secondo il citato articolo, anche crisi borsistiche e finanziarie.

"Ammesso e non concesso", come diceva Totò, che tali relazioni esistano, serviva una prova in più dell'irrazionalità dei mercati?

Ma soprattutto serve ancora una prova per dimostrare l'irrazionalità delle istituzioni regolatrici dei mercati e dei governi che devono legiferare in proposito?

Dato che ogni operatore tende a massimizzare il proprio profitto e che il mercato è finito (nel senso che non è infinito) quindi ogni plus ricavato da qualcuno corrisponde a un minus di qualcun altro, che necessità c'è di strumenti capaci di moltiplicare le possibilità di alterazione del mercato come le vendite allo scoperto?

Farò un esempio: sono purtroppo un fumatore anziano e, da qualche tempo, accendersi una sigaretta è diventato sempre più complicato, gli accendini hanno meccanismi sempre più duri, per evitare che siano accesi dai bambini, e mi tocca a volte usare due dita per azionarli. Sembra così difficile trovare il nesso con le vendite allo scoperto?

Mi sembra che strumenti come i "future" e le vendite allo scoperto o le leve finanziarie ad es. avessero motivazioni alla loro creazione, che in parte non esistono più, o che una mutata attenzione al principio di precauzione dovrebbe spingerci a riconsiderare, proprio come gli accendini, che un tempo dovevano rispondere al principio di comodità d'uso e ora devono incorporare la risposta ad altre esigenze come la non utilizzabilità da parte di soggetti non idonei: i bambini.

Sono riuscito a spiegarmi?

Le ragioni d'essere degli strumenti citati avrebbero dovuto essere stabilizzazione e prevedibilità dei prezzi agricoli da una parte, stabilizzazione dei prezzi azionari dall'altra, con possibilità di mettere freno alla salita dei prezzi causata dagli acquisti "da entusiasmo" dando la possibilità agli operatori di operare nei due sensi, acquisto e vendita, senza il vincolo del possesso che condizionerebbe la vendita ad un preventivo acquisto.

Ma, come innumerevoli esempi del passato ci dovrebbero avere insegnato, i mercati e gli operatori finanziari non hanno la visione di lungo periodo e la capacità di discernimento, e l'etica, che dovrebbero distinguere un adulto da un bambino, quindi, come ci attrezziamo perchè sia difficile per un bambino accendere un accendino, dovremmo mettere paletti alla possibilità di chi opera in questi campi di mettere in atto disastri planetari in base a "rumors" di borsa.

Allo stato attuale troppi operatori finanziari (oltretutto incoraggiati, in alcuni stati, da meccanismi fiscali premianti) sono in condizione, in base ad aspettative, più o meno diffuse, o ai citati "rumors" di borsa ( addirittura creandoli) di causare crisi che incidono pesantemente sui mercati e indirettamente possono causare la scomparsa di interi settori produttivi in determinate aree o carestie in intere macroregioni o addirittura planetarie, con un costo incalcolabile per la collettività in termini di sofferenza e, in termini economici, molto superiore ai benefici ricavati dagli speculatori che tale crisi hanno scatenato.

La manovra dovrebbe contenere qualche novità in questo campo, almeno un progetto di concertazione internazionale per porre un freno alle distorsioni che i meccanismi citati causano sui mercati.

Invece le misure sono, come al solito, contingenti.

domenica, agosto 14, 2011

Qualche osservazione sulla manovra economica 2a parte

Proseguo l'esame della manovra e di ciò che sento e leggo su di essa, qui G.A. Stella e S. Rizzo su "corriere.it" vedono già ridursi a "dose omeopatica" il numero di province abolite, buon segno, almeno culturale, forse il concetto "dose omopatica uguale aria fritta" sta facendosi strada, ma lasciamo perdere l'omeopatia e parliamo di cose serie.

Nella prima puntata scrivevo che se non si aboliscono le province, ma le si lascia titolari di servizi e poteri, è necessario che siano distribuite sul territotio in modo tale da essere raggiungibili in tempi e modi ragionevoli e ciò in base alla conformazione del territorio e a vie e mezzi di comunicazione, più che in base alla popolazione totale, tale ragionevole obiezione non sarebbe stato difficile immaginarla e infatti la lista delle province da abolire, secondole dichiarazioni di vari esponenti della stessa maggioranza, manifestate con vari distinguo, pare già scesa da 37 a 22.

Il capitolo dei comuni da accorpare, scrivono bibì e bibò (con simpatia, sia chiaro), è un altro esempio di "zuccherino propagandistico" e hanno ragione, si è fatto entrare nel computo delle poltrone da eliminare anche i consiglieri di comuni piccoli e piccolissimi, che sovente svolgono i loro compiti senza retribuzione e spesso con aderenza alle esigenze locali e spirito di sacrificio, accorpando tali comuni si potrebbe avere proprio l'effetto di distaccare gli amministratori dagli amministrati e invece di due o tre o quattro comuni a costo totale X averne uno solo a costo 2X, proprio perché, a quel punto, il distacco tra gli amministratori e i cittadini non giustificherebbe più la rinuncia da parte dei primi alle indennità come non di rado accade nei piccolissimi centri.

Pare che deputati e senatori pagheranno non il 10% ma il 20% di contributo di solidarietà per i redditi che superano i 150mila €, i nostri Rizzo e Stella ci informano che il 45% dei senatori e il 60% dei deputati non arrivano a quella cifra in quanto i loro introiti di eletti non rientrano interamente nei redditi tassabili, ma anzi ne sono in gran parte esenti.

Evidentemente i nostri politici non si rendono ancora conto che l'ascensore è pieno e le loro puzzette si sentono subito, oppure continuano a fare affidamento sui voti di scambio e contano sulla loro intangibilità.

La "severa misura di rigore" con cui si "costituzionalizzerebbe" l'obbligo di pareggio darebbe un segnale ai mercati, secondo l'ineffabile ministro Tremonti, peccato che ci si rida sopra anche davanti alle macchinette del caffè in qualunque ufficio, ma la Costituzione non dice già che ogni previsione di spesa deve essere coperta da risorse certe, il Presidente della Repubblica non deve rinviare alle camere le leggi che non siano coperte?

Allora ci stiamo a coglionare? E poi la stessa crisi che ha bloccato gli USA le scorse settimane non è stata causata da una rigidità di sistema analoga?

Bisogna pensare a non fare spese che eccedano le entrate nel momento in cui si pianificano le uscite, ma, nel momento in cui per qualche accidente o contingenza qualcosa non torni, non ci si può fermare, paralizzati dal terrore di questa norma, in preda al panico, si deve poter pianificare un rientro in tempi ragionevoli.

Leggi capestro come quella degli USA possono avere effetti un po' come quei programmi automatici dei fondi d'investimento ad es. che, se un titolo ha fluttuazioni superiori a un range prefissato, vendono in automatico tutto e sono stati causa di crolli memorabili. Si tratta di fenomeni paragonabili al superamento di un argine di un fiume, se le piene sono sotto un certo livello gli argini vanno benissimo, ma se lo superano, la forza del fiume costretto si scatena più violenta che mai e la massa della sua acqua si carica della terra dell'argine che disgrega e in pochi istanti moltiplica la sua massa e la sua forza distruttrice, giungendo dove non sarebbe arrivata, se avesse potuto espandersi nel suo naturale letto di piena, man mano che l'acqua gli giungeva.

Si parla tanto di privatizzazioni e non si rileva la contraddizione? Qual è l'azienda che non prevede di poter chiudere una trimestrale in passivo? O un bilancio annuale? Certo in una azienda sana si dovrebbe correre ai ripari per tempo, proprio come avrebbero dovuto fare i nostri governanti, invece di illuderci che bastasse incrociare gli indici a braccia tese e sputare contro le società di rating (che di colpe ne hanno tante).

sabato, agosto 13, 2011

Qualche osservazione sulla manovra economica. 1a parte

Avevo pensato per questo post a un vecchio proverbio "Il medico pietoso fa il malato canceroso", ma mi sono reso conto che, nel caso dell'Italia, il ruolo di medico dovrebbe toccare al governo, che però è stato anche tra gli agenti patogeni dell'attuale malattia, quindi ho ripiegato su un neutro "La manovra"

Intanto come prima osservazione: si sarebbe potuto esercitare un prelievo fiscale sulle seconde case almeno (se non sulle prime) e sulle terze e oltre, specialmente se non affittate. Il discorso non riguarderebbe solo le case di persone fisiche, ma anche e in particolare, le case di società, che vengono tenute sfitte in attesa di una ripresa del mercato immobiliare (con crisi di questo tipo i tassi potrebbero restare bassi a lungo, vedi USA, e i capitali che rappresentano resterebbero immobilizzati al di fuori del circuito economico, senza produrre niente altro che interessi per le banche che hanno finanziato i costruttori).

Poi si sarebbe potuto varare una vera tassa straordinaria di solidarietà, con una patrimoniale, una tassa cioè in percentuale sui patrimoni e non sul reddito (sappiamo troppo bene come si evadano le tasse sul reddito), cosa a cui ci si dovrà rassegnare prima o poi, ma che, fatta ora (meglio sarebbe stato farla tre anni fa, invece di continuare a dire che l'Italia era... inutile citare chi vuole ricorda), avrebbe un senso forte di segnale ai mercati di volontà di abbassamento in tempi brevi del debito pubblico (in quanto l'introito dovrebbe servire proprio a ridurre i titoli pubblici in circolazione) con conseguente diminuzione sostanziosa del passivo di bilancio annuale per interessi sul debito stesso (sia per riduzione del capitale da retribuire sia per un abbassamento dei tassi, conseguente alla ripristinata fiducia dei mercati).

Altro capitolo interessante è quello della tracciabilità delle transazioni, il limite stabilito è di 2500 €, di gran lunga troppo alto, anche soltanto per cercare di ridurre gli affitti in nero, che in gran parte sono di ammontare inferiore.

Mi sembra di ricordare che il 2° governo Prodi stabilì un limite di 5000€ per le transazioni in contanti e il 4° governo Berlusconi, insediato a maggio, provvide, già prima dell'estate, a elevare tale limite a 12.500€, adesso tale limite viene portato a 2500€, un mio commento mi pare inutile.

Ma ricordo anche un altro campo di applicazione di norme antievasione, ad es. l’art. 35 del D.L. n. 223/2006, in cui si stabilivano limiti ai pagamenti in contanti ai professionisti che, nel giro di due anni, si sarebbero ridotti da 1000€ a 100€, tutti i pagamenti eccedenti tali limiti avrebbero dovuto essere fatti su cc del professionista. Queste norme vennero abrogate sempre dal 4° gov. Berlusconi con il medesimo decreto legge n. 112 del 25 giugno 2008.

Cosa aspettarsi da un parlamento, e segnatamente da una maggioranza, che è formata in gran parte da avvocati, commercialisti e medici?

Ma a segnare il periodo del DL citato ci furono, dichiarazioni del Presidente del Consiglio in cui egli rappresentava la sua "comprensione" se non "giustificazione" dell'evasione a fronte dell'elevata pressione fiscale, seguirono leggi che depenalizzarono il falso in bilancio e altre misure, tanto contradditorie che l'evasore fiscale totale non rischia il carcere che invece rischia chi fa dichiarazioni infedeli.

Pare che salterà anche la tracciabilità dei rifiuti, il SISTRI, il ministro Prestigiacomo se ne è lamentata all'uscita dal Consiglio dei Ministri. Diversi sono gli ordini di problemi, uno è stato richiamato dal ministro all'ambiente, il favore fatto alle ecomafie, un altro è lo spreco enorme di risorse che le aziende hanno messo in campo per attrezzarsi, non ultimo, poi, i posti di lavoro che si erano creati per sviluppare e gestire il sistema, non è in questo modo che si incoraggiano aziende e cittadini ad attrezzarsi per rispondere alle leggi dello stato, così facendo si aspetterà sempre l'ultimo momento, confidando nell'immancabile rinvio dei termini, come i governi di ogni colore ci hanno abituato da decenni (vedi quote latte).

Riguardo ai principi su cui ci si è basati per decidere le Province da abolire ci sarebbe da discutere, non volendo abolire l'istituto Province in sé sarebbe stato opportuno, più che basarsi sul numero di cittadini, basarsi sul tipo di territorio e sulle linee di comunicazione che collegano il territorio al centro provinciale, infatti la provincia, fin tanto che sia sede di autorità e servizi, deve essere raggiungibile in tempi e modi ragionevoli dai cittadini del territorio di cui è a capo. Se i nostri politici non fossero abituati a muoversi con elicotteri di servizio, si renderebbero subito conto che ha molto meno senso ad es. la provincia Monza e Brianza che non alcune delle province di località montuose e delle isole, inutile parlare di deburocratizzazione e produttività se poi bisogna pernottare fuori per fare un documento o svolgere una pratica nel capoluogo.

Qualcuno ha criticato l'esclusione dei titoli pubblici dall'aumento del prelievo fiscale dal 12,5% al 20%, ma occorre ricordare che i mercati ragionano sul netto e non sul lordo e quindi si tratterebbe di incassare di più solo per dover offrire tassi maggiori? Quindi si tratterebbe di fare una mossa del genere su base europea, ma solo per dare una dimostrazione di unione e concertazione vera ai mercati, associando la misura ad altre che omogenizzino i trattamenti fiscali di cittadini e imprese su base europea come passo verso una unione che proceda verso una maggiore armonizzazione delle scelte di politica economica, smettendo di cercare di proporsi, come hanno fatto in tempi recenti ad es. Gran Bretagna e Irlanda, ma non solo, quasi piazze off shore, non è più tempo di scelte di concorrenza miope tra gli stati dell'Unione. Riusciranno i governanti d'Europa, prima o poi, a guardare lontano, come fecero i loro predecessori, o continueranno a cercare soltanto di non pestare le cacche, perdendo la strada?